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L’UE mette le manette economiche alla Russia: effetti delle sanzioni su invasione Ucraina

Brussels, Belgium. 10th July 2019. Ursula von der Leyen the nominated President of the EU Commission and President of the EU Parliament David-Maria Sassoli give a press briefing.; Shutterstock ID 1447404296; Purchase Order: 52106DER; Job: ; Client/Licensee: ico_extra_03; Other: Downloaded From Chalco

di Vincenzo Vinciguerra

Da quando la Russia ha deciso di invadere l’Ucraina senza motivo nel febbraio 2022, l’Unione Europea ha preso delle contromisure e ha scatenato un vero e proprio “pugno” di sanzioni contro la Russia e la Bielorussia. L’obiettivo era chiaro: ostacolare la capacità russa di finanziare la guerra, prendendo di mira i politici, i militari e gli uomini d’affari responsabili di questa invasione iniqua. In questo articolo, esamineremo con competenza e professionalità l’effetto di queste sanzioni sull’economia russa e sul commercio.

Impatto sul PIL russo e sugli scambi internazionali: Le misure restrittive imposte dall’UE hanno avuto un impatto significativo sull’economia russa. Secondo esperti della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), il PIL russo è diminuito del 2,1% nel 2022. Le previsioni indicano che l’economia russa continuerà a contrarsi nel 2023, con una diminuzione stimata dello 0,2% secondo la Banca Mondiale e dello 0,5% secondo l’OCSE. Le sanzioni dell’UE riguardano l’importazione di specifici prodotti dalla Russia e l’esportazione di beni verso di essa. Queste restrizioni sono state pensate per infliggere il massimo danno alle finanze russe, cercando tuttavia di limitare le conseguenze negative sulle imprese e sui cittadini europei. Secondo i dati della Banca Mondiale e del FMI, nel 2022 gli scambi di beni e servizi con la Russia sono diminuiti in modo significativo. Per il 2023, si prevede un aumento delle importazioni rispetto al 2022, mentre le esportazioni potrebbero diminuire ancora secondo la Banca Mondiale o rimanere quasi stabili secondo il FMI.

Le sanzioni hanno avuto un impatto notevole anche sui ricavi russi provenienti dai combustibili fossili. Le restrizioni sulle importazioni di petrolio, entrate in vigore nel dicembre 2022, hanno ridotto i profitti russi. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, i ricavi russi dal petrolio sono diminuiti di oltre un quarto a gennaio 2023 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una caduta ancora più significativa registrata a febbraio, superando il 40%.

Le sanzioni dell’UE e dei suoi partner hanno anche portato al blocco di circa 300 miliardi di euro delle riserve della Banca Centrale russa in paesi dell’UE, altri membri del G7 e in Australia. Questo ha ridotto la capacità della Russia di finanziare la guerra e ha messo un freno alle sue risorse economiche, mettendo in difficoltà il regime russo.

Le sanzioni imposte dall’UE alla Russia in risposta all’invasione dell’Ucraina hanno avuto un impatto significativo sull’economia russa e sulle sue relazioni commerciali. La contrazione del PIL, la diminuzione degli scambi internazionali e la riduzione dei ricavi derivanti dai combustibili fossili sono solo alcuni degli effetti rilevanti di queste misure restrittive. L’UE ha dimostrato una determinazione senza precedenti nel voler fare pressione sulla Russia, cercando di rendere evidente che le sue azioni non sono tollerate dalla comunità internazionale. Mentre le sanzioni continuano a colpire l’economia russa, resta da vedere se ciò porterà a una risoluzione pacifica del conflitto in Ucraina o a ulteriori conseguenze geopolitiche imprevedibili.

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