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Greenwashing: lo screening dei siti web rivela che la metà delle affermazioni ecologiche è priva di fondamento

Pubblicati il 1° febbraio 2021 i risultati dell’indagine annuale svolta da Commissione europea e autorità nazionali per individuare eventuali violazioni del diritto UE di tutela dei consumatori nei mercati digitali: lo studio ha rilevato un aumento della pratiche sleali di “greenwahsing”, quando cioè le imprese dichiarano un impegno per l’ambiente maggiore di quello che fanno in realtà.


L’indagine “a tappeto” prevede una serie di controlli effettuati simultaneamente su diversi siti web per individuare possibili violazioni del diritto dell’UE in materia di tutela dei consumatori in un particolare settore. Quest’anno l’indagine si è concentrata su imprese che affermano di vendere prodotti ecologici. I risultati contribuiranno alla valutazione d’impatto redatta per la nuova proposta legislativa volta a dotare i consumatori dei mezzi per la transizione verde, proposta annunciata nella nuova agenda dei consumatori adottata nell’autunno 2020.
Cosa evidenzia l’indagine?


Dopo uno screening generale delle “affermazioni ecologiche online” delle imprese in vari settori economici, quali abbigliamento, cosmetici e elettrodomestici, la Commissione e le autorità di tutela dei consumatori hanno esaminato in modo più approfondito 344 affermazioni apparentemente dubbie, rilevando che:

in oltre la metà dei casi, il commerciante non aveva fornito ai consumatori informazioni sufficienti per valutare la veridicità dell’affermazione;
nel 37 % dei casi, l’affermazione conteneva formulazioni vaghe e generiche, come “cosciente”, “rispettoso dell’ambiente”, “sostenibile”, miranti a suscitare nei consumatori l’impressione, priva di fondamento, di un prodotto senza impatto negativo sull’ambiente;
inoltre, nel 59 % dei casi, il commerciante non aveva fornito elementi facilmente accessibili a sostegno delle sue affermazioni.
Nel complesso, le autorità hanno rilevato come nel 42 % ci sia motivo di ritenere che le affermazione esaminate potessero essere considerato falsa o ingannevole e configurandosi potenzialmente come pratica commerciale sleale a norma della direttiva sulle pratiche commerciali sleali. L’aumento del “greenwashing” risulta correlato anche alla crescente attenzione dei consumatori rispetto all’impatto ambientale dei prodotti acquistati.
A seguito di questi risultati, le autorità nazionali contatteranno le imprese interessate per segnalare i problemi riscontrati e garantire che siano risolti.
Come sono condotte le indagini a tappeto a tutela dei consumatori: questi importanti strumenti di tutela del consumatore vengono svolte annualmente sotto la coordinazione dalla Commissione europea e delle autorità nazionali nell’UE, riunite in seno alla rete di cooperazione per la tutela dei consumatori (CPC). Quest’anno, l’indagine ha è stata svolta in coordinamento con quella condotta dall’International Consumer Protection and Enforcement Network (ICPEN), la rete internazionale per la tutela dei consumatori e l’applicazione delle norme in materia, i cui risultati evidenziano tendenze analoghe.
Quali le altre iniziative dell’Unione Europea per dotare i consumatori dei mezzi per compiere scelte più sostenibili:

il Green Consumption Pledge, l’impegno per consumi sostenibili, iniziativa lanciata dal Commissario Raynders il 25 gennaio 2021;
a proposta legislativa per rafforzare il ruolo dei consumatori nella transizione verde, per garantire ai consumatori informazioni migliori sulla sostenibilità dei prodotti e una maggiore protezione contro determinate pratiche, quali il “greenwashing” e l’obsolescenza precoce.
La proposta legislativa sulla dimostrazione della veridicità delle affermazioni ecologiche di prossima pubblicazione, basata sui metodi dell’impronta ambientale.
Nell’ambito della sua strategia “dal produttore al consumatore”, introduzione dell’obbligo di dotare l’imballaggio di un’etichetta nutrizionale armonizzata, per favorire i consumatori nel compiere scelte alimentari informate, sane e sostenibili.
L’etichetta energetica dell’UE obbligatoria per diversi elettrodomestici, che fornisce indicazioni chiare e semplici sull’efficienza energetica dei prodotti, permettendo ai consumatori di risparmiare più facilmente sulle bollette elettriche domestiche, riducendo allo stesso tempo le emissioni di gas a effetto serra in tutta l’UE.

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